i miei pensieri, nell'etere
lunedì 19 gennaio 2009
Perossido di idrogeno
Ho un taglio su di un dito; pollice destro. Comincia dove finisce l'unghia. Credo sia lì da un po'. Solo che prima non faceva male. Era solo una spaccatura nella pelle. Adesso, sotto, intravedo un po' di sangue. Se lo tocco fa un po' male. Se maneggio qualcosa, fa un po' male. Prima non lo faceva. E nemmeno ci facevo caso. Nemmeno mi ero quasi accorta che fosse lì. Ora è emerso il dolore. E so della sua esistenza.
Ho un taglio sulla bocca. Al posto della bocca. Lungo e rettilineo. A volte non mi accorgo nemmeno di averla, una bocca. Nemmeno quando sorrido, la do per socontata. Poi capita di tenerla chiusa per un po', un bel po', e mi viene in mente di tutto il tempo che non ho passato a ridere. Allora mi accorgo di averla. Ma è solo quando non rido che mi accorgo della sua presenza.
Ho due tagli sugli occhi. A volte sono talmente spalancati che li chiamo con il loro vero nome; occhi, appunto. Altre volte rimangono così tristemente indefiniti che altro non possono sembrare, se non dei tagli. Sognano di scrutare il mondo e di rimanere il più possibile asciutti. A volte, a forza, ci riescono (a rimanere asciutti). A volte... che facciano quello che vogliono, massì; che facciano quello che vogliono. Tanto è quando non sono abbastanza aperti che mi accorgo di loro. Quando si chiudono e pensano a tutto quello che non c'è. Emergono i sogni. E so della loro esistenza.
Ho mille tagli, su tutto il corpo. Fino a che non si cicatrizzano, saprò di loro. Riuscirò a dimenticarli solo quando mille segni prenderanno il loro posto. Quindi, forse, è inutile stare qui a pensarci. Ci vuole tempo, molto tempo, affinché la pelle si riemargini.



Etichette:

 
posted by buИCiA at 00:16 | Permalink |


9 Comments:


  • At 19 gennaio 2009 05:11, Blogger Bleek

    Non so se entrare nel merito del post o limitarmi a restituirti la frase "questo lo avrei sottolineato se lo avessi trovato su di un libro"...
    Opto per la seconda opzione...

     
  • At 19 gennaio 2009 08:43, Blogger Franco Zaio

    Bellissimo post, anche se molto amaro. Anche io ho pensato spesso a bocca e occhi come ferite, crepe, buchi. Posso solo suggerire una medicazione con cose dolci, ossia cose belle (libri, canzoni, posti, possibilmente persone, ma se sono merce rara), perchè le sostanze amare, salate, sporche e troppo alcoliche bruciano, fanno male. Il miele è un po' appiccicoso, è vero :0)

     
  • At 19 gennaio 2009 11:43, Blogger Marco (Cannibal Kid)

    bel post, e anche piuttosto crudo visto che a me i tagli fanno senso :)

     
  • At 19 gennaio 2009 13:25, Blogger onigiri girl

    e quando sei tu a farti male? voglio dire... se al tempo stesso la ferita e la mano che guida la lama? oggi. oggi sono la lama. forse domani sarò l'infermiera.

     
  • At 20 gennaio 2009 01:03, Anonymous ioshi

    Non ti conosco e non mi conosci... però ti dico di cercare di farti forza, ogni cosa passa anche se all'inizio tutto fa un po' male (o tanto!)... e certi tagli servono anche per poi vivere la guarigione, come l'inverno per desiderare una nuova estate!
    Ciao, piacere, Giorgio

     
  • At 20 gennaio 2009 15:41, Blogger mIsi@Mistriani

    Capita di non farcela e di essere il coltello ed insieme la ferita...
    [chissà.chissà com'è.se è come me..è quasi amore..]

     
  • At 21 gennaio 2009 21:53, Blogger Chiara

    I tagli...com'è vero, si possono sentire solo grazie al Dolore che provocano, solo vederli non è la stessa cosa!

     
  • At 26 gennaio 2009 19:55, Blogger Lorenzo

    la mia ferita non si rimarginerà. me l'ha detto il dottore. mi farà sempre male. ma non mi importa più.
    e anche se mi importasse ancora?...

     
  • At 9 febbraio 2009 13:27, Blogger Fabrizio - ikol22

    Il problema, almeno per me, non sono i tagli aperti sebbene spesso dolgano, ma è la triste consapevolezza che alcuni di essi non si cicatrizzeranno e rimarranno lì a imperitura memoria del dolore e della rabbia.