i miei pensieri, nell'etere
mercoledì 20 maggio 2009
Per dirla alla Vasco
Ho cominciato ad assaporare la primavera, ma in realtà è già quella che sta diventando estate. Ho gustato i discorsi davanti a una pagina elettronica, quelli al caldo su una coperta stesa per terra, improvvista per un picnic a tema; ho assaporato i saluti sorridenti inviati con la mano a partire dalle labbra, il cielo riflesso nel nutrimento di qualche campo irrigato...
Ho gustato anche la fatica, perché anche quella può essere gustata. Il ritorno a casa quando il tramonto si accende a tarda serata. Il rallentamento delle ore che arrivano più tardi e che nonostante questo sembrano presto. Le pagine di un buon libro. La stessa musica sentita mille volte e riscoperta più bella ognuna di queste. Basta poco per gustare la semplicità.

E poi ho sentito una vecchia canzone all'interno di un film tutto sommato ancora nuovo. Cosa resterà di questi anni Ottanta, domandava. Ed io mi chiedo cosa resterà di questi anni Zero.
O, per dirla alla Vasco*,
cosa racconteremo ai figli che non avremo di questi cazzo di anni Zero?

* Brondi, però.

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posted by buИCiA at 22:06 | Permalink |


4 Comments:


  • At 21 maggio 2009 alle ore 18:01, Blogger burro

    Racconteremo che han provato a portarci via tutto, che ci han dato sogni e bisogni confezionati e pronti all'uso sugli scaffali dei centri commerciali.
    Che han tentato di farci odiare i libri e amare la televisione, che dovevamo idolatrare i cattivi maestri, i buffoni e gli arroganti. Che han reso nostri coetanei mentalmente sterili.
    Ma che con noi hanno fallito.
    Che ci emozioniamo ancora per niente, che sappiam apprezzare le cose piccole e semplici, che non giriamo lo sguardo di fronte agli altri, che crediamo profondamente nell'amicizia anche se ci han insegnato che il pettegolezzo e l'invettiva sono i motori delle relazioni umane. Che sappiamo ancora amare, ridere, piangere, abbracciare un amico, aprire un libro, ascoltare una canzone, sederci nella penombra a guardare gli alberi sopra di noi.

     
  • At 21 maggio 2009 alle ore 18:13, Blogger buИCiA

    che l'immobilità di una giornata calda può essere la fonte di mille emozioni; che il movimento, uno, lo può sentire anche dentro.
    che i pensieri viaggiano alla velocità della luce e forse anche di più, hanno una velocità tutta loro, tant'è che bisognerebbe coniare l'espressione "alla velocità del pensiero".
    che non mi sogno nemmeno di accendere la televisione, quando il passaggio da un libro a un altro mi permette di sentirmi bene anche se non vedo volti e non sento voci, anche se i volti e le voci me le immagino con la testa traendo spunto da inchiostro nero su pagine bianche. che la solitudine non è poi così sola, se si tratta di fantasia.
    che con noi han fallito. che finché abbiamo la possibilità di esercitare la parola scritta siamo liberi. che alla fine basta anche solo stare qua a leggersi per sentirsi un po' più vivi.

     
  • At 22 maggio 2009 alle ore 16:19, Blogger Onigirigirl

    forse racconterò di questo momento, di com'è ora. camabiare pelle, costruirmi da zero. non sapere più chi sono. avere smesso di scrivere. ma non di cercare e di guardare. intorno. vivermi con intesità tripla del consentito. perchè è l'unico modo che so fare. e posso andare avanti e sperare che sarò brava abbastanza per ritagliare immagini da raccontare. un giorno.

     
  • At 15 luglio 2009 alle ore 10:28, Anonymous Anonimo

    remove my picture!
    best wishes
    weltengang.deviantart.com