i miei pensieri, nell'etere
mercoledì 1 aprile 2009
Come tutto questo
Lei. Lei voleva andare a salutarlo e mi ha chiesto di accompagnarla.
Lui. Lui aveva mangiato una o due volte a casa mia, ma io, sinceramente, non mi ricordavo nemmeno bene la sua faccia, finché non l'ho vista sulla prima pagina del giornale.
Sapevo che sarebbe stato triste, sapevo che sarebbe stato maledettamente triste, ma non volevo che Lei rimanesse da sola in un momento così triste, e allora le ho detto di sì, che l'avrei accompagnata, anche se avevo l'assoluta certezza che sarebbe stato terribile.
E così siamo arrivate lì.
Lui. Lui era vicino all'altro ragazzo con cui viaggiava in macchina sabato sera, prima che la loro vita finisse insieme, quasi nello stesso momento.
Lei. Lei mi ha detto di non entrare se mi faceva senso. Ma a me non fa senso. Mi fa stare male e mi rende triste in un modo che nemmeno so spiegare; ma non mi fa senso.
Loro. Loro avevano vent'anni. Solo vent'anni, cazzo.
Io. Io oggi ho visto la morte sui visi di due ragazzi di vent'anni. E più ci penso, più rimango senza parole; più non ho voglia di parlare. Però penso.
E penso che forse, in un certo senso, il pianto di chi rimane [il mio pianto] è un pianto egoistico. Perché alla fine Loro sono già andati via, e non soffrono più [spero che non abbiate sofferto troppo]. E Noi, Noi che rimaniamo, invece, sì. Noi abbiamo ancora tanto di cui soffrire in vita. E abbiamo ancora tanta paura. Io ho paura. Ho una fottuta paura della morte. Ne ho talmente tanta che non so se stamattina abbia pianto per Lui - per Loro - o per questa maledetta paura. E ne ho ancora di più se penso che in qualsiasi momento si possa morire, senza avere il tempo di salutare le persone cui vogliamo bene, senz'avere il tempo di dare l'ultimo bacio, senza avere il tempo di fare l'ultimo pasto, di ascoltare la proprio musica preferita, di rileggere un libro...
La morte è una cosa orribile, o forse lo è la vita, perché è destinata a finire.
Io. Io ho gli occhi tristi, adesso [spero che i vostri non lo fossero]. Ho gli occhi tristi e la testa piena, o forse vuota. E non ho voglia di fare molto. Non so nemmeno più cosa scrivere, non so nemmeno perché abbia sentito l'esigenza di scrivere. Solo solo che da stamattina ho una sola cosa che gira tra i miei pensieri, ed una canzone [Stagnola delle Luci], ed è triste. Proprio come tutto questo.
 
posted by buИCiA at 14:13 | Permalink |


5 Comments:


  • At 1 aprile 2009 17:31, Blogger Sonic Young

    che non capisci gli incubi dei pesci rossi...

     
  • At 1 aprile 2009 17:33, Blogger buncia

    e ci piscino pure addosso gli angeli...

    [sapevo che tu avresti capito.]

     
  • At 1 aprile 2009 18:26, Blogger Sonic Young

    [che bello sentirselo dire]

    grazie

     
  • At 2 aprile 2009 15:53, Blogger Roberto

    cavoli io mi sento coì molto spesso. Hai destritto in modo perfetto quella sensazione. Io a volte mentre sono al lavoro o sto guidando mi vengono questi pensieri del tipo"E se adesso fosse l'ultimo istante?" e mi vengono l'ansia e il panico perchè penso a tutte le cose che devo ancora fare, vedere, scrivere, gli amici da salutare degnamente ...etc etc. Boh poi oggi sarà anche il tempo ma certi pensieri mi entrano dentro come lame!

     
  • At 3 aprile 2009 10:38, Blogger mIsi@Mistriani

    sono passati tre giorni da quando hai scritto questo post,e magari il culmine del dolore,e di quello"stare"sono anche passati..perchè poi lo sappiamo,si torna alla normalità.si spengono gli interruttori che lampeggiano,e via.si spegneranno per l'ennesima volta anche i miei,ma per ora purtroppo lampeggiano all'impazzata.e non posso far altro che restare a guardarli...