i miei pensieri, nell'etere
domenica 13 luglio 2008
Non basta
Questa volta credo proprio di essermela tirata. L'avevo programmato da troppo tempo - da maggio - e lo stavo aspettando con troppa voglia. E come succede a volte quando aspetti qualcosa di bello bello, quel qualcosa di bello bello non arriva. E tu rimani lì, che ancora hai voglia di saltare e di ballare e. E invece niente.


Perché, alla fine, ieri sera il TTFF (Torino Traffic Free Festival) non c'è stato. O meglio, c'è stato, ma non per me.
Il tempo di arrivare a Torino e di constatare che, contrariamente a quanto talvolta mi sono ritrovata a pensare, anche la periferia di Torino mi piace. Il solo fatto di essere in zona torinese mi fa stare bene, quindi mi piace anche il qui della periferia.
Il tempo di parcheggiare e di dirigersi verso il Parco della Pellerina. E di fermarsi a prendere un panino. Ed ecco, è adesso che comincia a piovere. Ma è una pioggia estiva, potrebbe finire da un momento all'altro, no? No. In realtà, no. E continua, imperterrita. Continua e non è più solo pioggia, ora è fulmini e tuoni. Ora è il fermarsi sotto il tendone di un porcaro per cercare rifugio. Ora è continuare a sostare qui sotto, sperando che passi, ma continuando a mantenere quella preoccupazione per l'acqua che si mischia alla terra e diventa fango e in che condizioni sarà il prato sotto il palco? Eh, il palco. Il palco non lo vedo nemmeno. Non l'ho nemmeno visto. Perchè il temporale proprio non accenna a terminare ed un rivolo d'acqua sotto i miei piedi mi fa affondare un po' dentro la terra, sempre un po' di più, dato che ora il rivolo d'acqua diventa una pozzanghera, e sempre più vasta; sempre di più.
Il tempo di ragionare sul da farsi, che sotto questo tendone non possiamo rimanere ancora più di tanto, che già abbiamo le scarpe compromesse, tra poco la situazione peggiorerà.
Il tempo di buttarsi sotto la tempesta, e nel frattempo la strada che conduceva dentro il parco, verso il mio adorato concerto, è diventata un fiume in piena e ora non sono più solo i piedi. Ma sono anche i pantaloni, sono i capelli, sono le braccia e le mani, sono la schiena e il volto. E allora si deve correre. E siamo dentro a un parco con degli alberi, cazzo, e questi fulmini mi fanno paura. Corriamo, e c'è chi "Tanto ormai!" e schizza l'acqua delle pozzanghere verso i propri compagni d'avventura. Corriamo, e dalle casse dei porcari fuoriescono suoni diversi; stiamo correndo, ma i suoni facciamo in tempo a sentirli. Questo suono è reggae, e mi piace, e penso "Tanto ormai!" anche io. E allora perché non rallentare un po' la corsa e proseguire ballando? Si, ormai è come se mi fossi buttata dentro una vasca da bagno completamente vestita, quindi perché non ballare un po'? Sarebbe divertente ballare sotto la pioggia. Ma manca ancora della strada alla macchina e la pioggia è così forte... Il ballo dura poco.
Il tempo di dividerci, perché due andranno a recuperare la macchina e due aspetteranno, per quanto possibile, al riparo. Il tempo di saltare su e verificare che il tessuto bagnato addosso è veramente fastidioso. Il tempo di capire che giro dobbiamo fare per dirigerci verso la tangenziale. E quella che diventerà autostrada. Il tempo di imprecare, perché ce ne stiamo andando. E Torino finisce qua, stasera. Qua e così. Con un concerto mai visto. E con una città che non è stata vissuta a sufficienza. Perché Torino, stasera, non basta. Non è bastata. E' durata troppo poco.


E ci sono un po' di frasi che mi rimangono qua... Sono quelle che volevo sentire cantare da Manuel. Cazzo, io volevo sentire cantare Manuel!! Volevo sentirgli cantare:


... Non sarebbe bello venire a rincontrati
Senza aver paura di non ritrovarci mai?...


...Ma fra di noi c'è un segreto che non so
E' la complicità del volo
La mia lingua sul tuo culo...


...Le notti-le botte-le stelle-com'erano belle
Ma ora ho un senso inverso
Amanti-amici-umanisti-ribelli
Musicisti mai fratelli
Adesso-solisti-coltelli
Del niente-del niente
Che al limite ti fai una sega, ti fai qualcosa...


... Voglio la tua bocca
Ma mi passerà
Prima che si apra per me...




Volevo sentirlo cantare. Solo per stare meglio oggi. Solo per.
Occorre rimediare a quello che non è stato. Ma come?
Non lo so. Per il momento so solo che le ossa del collo e della schiena dolgono un po' a causa dell'umidità presa. E che mi serve una doccia. Acqua, tanto per cambiare. "Tanto ormai!"


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posted by buИCiA at 10:27 | Permalink |


8 Comments:


  • At 13 luglio 2008 15:41, Blogger Franco Zaio

    Che sfiga! Potresti rimediare venendo a vedere gli A. a Genova mercoledì alle 21 al Porto antico, molto ma molto meglio della Pellerina (non è gratis, però). Io e mia moglie siamo fans di Manuel dai tempi di Germi...e poi, coi suoi difetti, Genova è più bella di Torino. A Torino non c'è il mare :-)

     
  • At 13 luglio 2008 17:18, Blogger Simo

    Nooo, Genova meglio di Torino nn lo posso accettare!!! ;)
    Ci sto pensando, ma nn so se l'amicame è disposto a pagare dopo la sfiga di ieri, che il concerto era pure gratis...

     
  • At 14 luglio 2008 08:20, Blogger Dado

    che peccato simo...come va il collo ora?

     
  • At 14 luglio 2008 10:16, Blogger onigiri girl

    Beh, Genova ha un suo certo fascino, che a me fa tremare lo stomaco. A volte penso che mi piacerebbe viverci. Genova, a genova ho un pezzetto delle mie radici.
    Ascolto gli Afterhours dai tempi di Germi ma non so se pagherei per sentireli suonare questo album...

     
  • At 14 luglio 2008 22:01, Blogger burro

    Gli Afterhours sono uno di quei gruppi che amo/odio.
    amo quando li ascolto nella mia stanza, con le atmosfere cupe e frasi che ti segano in due.
    odio quando ai concerti propongono due o tre pezzi da adrenalina e brividi e invece di far cantare tutta la "piazza" scelgono canzoni ultramegaignote alla maggioranza del pubblico, pezzi adatti solo ai fedelissimi. Questo per me è tirarsela e basta.
    Per Genova, bhe, dopo che ho passato un po' di tempo per lavoro devo dire che mi affascina, ma oltre De Andrè poi contemporanei sono riusciti a raccontarla e forse purtroppo ha perso qualcosa.
    Anche se la ritengo una delle principali tappe della mia maturità durante il G8, quando ho iniziato davvero a "sentire" che qualcosa stava cambiando e in fondo in fondo c'è una piccola speranza per questo mondo.

    PS: Stoico o stupido che sono sono rimasto sotto l'acqua per tutto il tempo dell'acquazzone, morale della favola ero fradicio e l'allergia mi ha attanagliato tutta la serata :-(

     
  • At 14 luglio 2008 23:15, Blogger Simo

    sorry per la tua allergia, burro.
    io devo dire che stare sotto l'acqua (d'estate) può anche avere il suo fascino. ma poi dipende dall'entità della pioggia o temporale che sia.
    e devo anche dire che questo concerto mancato non mi è proprio andato giù... a parer mio, sarebbe stato meglio assistervi e magari pensare "meglio in cuffia che dal vivo" piuttosto che rimanere col dubbio.
    ma, ahimè, non ho avuto questa possibilità.
    gli scorsi anni mi sono persa il traffic causa intenso lavoro estivo. quest'anno me lo sono perso per sfiga.
    il brutto di alcune cose è che non puoi porvi subito rimedio. ti tocca aspettare almeno un anno.

     
  • At 15 luglio 2008 20:16, Blogger burro

    Per la cronaca: Riprendere Berlino non l'hanno fatta.. Come ti dicevo essere troppo bohemien non paga..

     
  • At 17 luglio 2008 22:26, Blogger Franco Zaio

    http://zaio.blogspot.com/2008/07/pap-e-mamma-zaio-vedere-gli-afterhours.html
    Ciao!