i miei pensieri, nell'etere
lunedì 30 giugno 2008
Racconto di una sera di inizio estate
Una di quelle sere in cui hai voglia di parlare con qualcuno ma non sai con chi. Una di quelle sere in cui sfogli la rubrica del cellulare, e vai a scovare persone (non troppo) conosciute cui rivolgere la tua attenzione e ricevere l'altrui risposta. Una di quelle sere in cui chiami un'amica perché hai voglia di parlare. Ma le persone non sempre rispondono alla prima chiamata. Non sempre rispondono. E, quando richiamano, poi il momento passa. E quello che avevi da dire non lo dici più.
La svolta avviene quando un paio di amici ti cercano per insistere affinchè tu esca. Ti fai convincere che è meglio fuori che dentro. Ti fai una doccia. Ti vesti. Ti (ri)trucchi. Cerchi di dare una parvenza di decenza ai capelli che, stando spesso raccolti, non sono più lisci, ma di un mosso "estivo". Ti accorgi che devi andare a piedi, perchè tua madre ha preso l'auto senza che tu nemmeno te ne potessi accorgere. Ma non devi fare molta strada, quindi va anche bene così. A metà del tragitto ricevi un messaggio: uno di quegli amici di prima ti avvisa che non devi più recarti dove vi eravate accordati di vedervi, che è successo un imprevisto, e che vi sentirete dopo.
E allora torni a casa, con un bel po' di fastidio addosso, perchè pensi che potevi rimanere in pantaloncini e canottiera a cazzeggiare nell'afa densa di casa tua, mentre, invece, hai deciso di uscire e di (ri)sudare per nulla.
Così ti (ri)spogli, indossi nuovamente gli abiti comodi e corti che caratterizzano la dimensione casalinga e ti piazzi infelice davanti alla tv.
Su All Music trasmettono un concerto dei Coldplay. Non capisci bene da dove, ma ti sembra l'Inghilterra. Pensi che lì fa sicuramente più fresco, che conosci l'atmosfera, perchè hai avuto modo di viverla non molto tempo fa. E trovi un po' di sollievo da una di quelle sere in cui avresti fatto di tutto per uscire e per stare in compagnia, e invece ti ritrovi puntualmente in solitudine a casa, pensando che ti piacerebbe essere lì. Pensando che vorresti essere di nuovo lì. Vorresti di nuovo Londra.
E rimani a fantasticare così. Con la certezza che Londra, stasera, ti avrebbe portato in salvo.


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posted by buИCiA at 22:58 | Permalink |


7 Comments:


  • At 30 giugno 2008 23:22, Blogger Ciao Panù

    Quante sere in questo modo... Vivendo quasi come sospesi...

    Per fortuna è solo l'inizio di questa (si spera) magnifica estate! Se ci pensi bene, già domani potrebbe essere meglio...

     
  • At 30 giugno 2008 23:32, Blogger Simo

    Secondo la filosofia del "domani è un altro giorno", in effetti, si.

     
  • At 30 giugno 2008 23:44, Blogger Paul

    Mi è capitato alcune volte di ricevere "pacchi" come il tuo lungo la strada. Con la differenza che non sono tornato indietro. Trovo che le serate in solitaria abbiano un certo fascino, in fin dei conti.

     
  • At 1 luglio 2008 15:20, Blogger Dado

    hai descritto esattamente ciò che mi è successo molto spesso in passato..eh eh

     
  • At 1 luglio 2008 18:25, Blogger Bleek

    Pesante la solitudine a volte eh...?

     
  • At 3 luglio 2008 11:28, Anonymous laura

    sono d'accordo tantissimo con paul. e che cazzo! mica possiamo dipendere dagli altri. (parlo proprio io che continuo a credere nel valore della condivisione delle cose e dei piaceri delle relazioni). magari la prima volta devi forzarti un pò per farlo, ma poi dà un senso di liberazione total!!!o magari, e qui mi riferisco alla tua esperienza, tu hai fatto ciò che volevi quella sera, cioè stare a casa. si, stare a casa, ma non troppo.

     
  • At 3 luglio 2008 18:15, Blogger Simo

    stare a casa, ma non troppo.
    grazie, laura! mi hai dato un'altra visione della serata.

    ;)