i miei pensieri, nell'etere
mercoledì 25 giugno 2008
Il momento più bello della giornata
Il momento più bello della giornata corrisponde al momento in cui si lasciano cadere a terra tutti i vestiti, si apre l'acqua nella vasca e si attende che raggiunga la temperatura giusta, che con il caldo che fa in questi giorni significa una via di mezzo tra l'acqua tiepida e l'acqua fresca. E una volta dentro è fatta. Si possono far annegare i pensieri cattivi e incazzati, oppure si possono fare galeggiare sopra le bolle di sapone i pensieri leggeri, quelli che fanno star bene. Io, oggi, sono arrivata a casa incazzata per due motivi, di cui, però, non è opportuno parlare qui. Ed ho provato ad affogare i pensieri che me li hanno procurati. Ma non ci sono riuscita. Alla fine sono solo pensieri, mica possono morire sotto qualche litro d'acqua. Però c'è una cosa che posso fare. POsso provare a metterli da parte. E raccontare di quello che mi ha fatto stare bene.
Torino.
Torino, ieri, mi ha fatto stare bene.


Potrei provare a raccontare di Torino, ieri; ma in realtà sono molto stanca e non so quanto riuscirò ancora a scrivere.
Potrei raccontare delle due (insolite) ore in macchina per giungere fino al centro. C'è sempre un macello di gente in queste occasioni. Ed è anche per questo che, in queste occasioni, Torino mi fa stare bene.
Potrei raccontare della lunga attesa per avere un tavolo allo Sfashion Cafè. Ma anche per quello, alla fine, si può dire che ne sia valsa la pena. Trovo che sia un posto carino per mangiare. C'è una bella atmosfera. La grandezza del Museo Risorgimentale e, soprattutto, della biblioteca nazionale mi lasciano spesso a bocca aperta.
Potrei raccontare dei fuochi. Che belli non sono stati i fuochi d'artificio sopra il Po?! Stupendi. Certi botti, poi!
Potrei raccontare della discesa verso i murazzi. Solo un martedì sera, eppure c'erano tante di quelle persone che sembrava di essere al mare. Sono entrata dentro Giancarlo. Ero curiosa di vedere com'era stato rimesso a nuovo. Pareti più colorate (e più pulite...), niente più scritte lasciate da chiunque sui muri (ma credo che in bagno qualcosa si sia salvato)... eppure è sempre bello. Rimane quel non so chè che me lo fa preferire a qualunque altro locale nella zona. Da Gianca, poi, si conosce sempre qualcuno. O si ritrova qualcuno conosciuto tempo fa. Ieri mi è capitata la seconda.
Potrei raccontare dello stare seduta a pochi metri dall'acqua e del guardare l'immenistà di questa splendida città. E stare bene, per questo. Quando sono a Torino mi basta poco per stare bene. Mi basta stare a guardarla.
Potrei raccontare un po' di cose, ed altre ancora, ma in realtà - almeno un po' - l'ho già fatto. E l'andare oltre rovinerebbe la sensazione che mi è rimasta. Preferisco far giocare i pensieri belli sopra le bolle di sapone.
Quindi rimango ferma lì, a pochi metri dal Po, sovrastata dal Monte dei Cappuccini, e dalla collina, e da una Torino magnifica. E ammiro.




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posted by buИCiA at 23:03 | Permalink |


9 Comments:


  • At 26 giugno 2008 00:26, Blogger Fabrizio - ikol22

    Li descrivi così bene quei luoghi e quelle sensazioni che chi li conosce ha l'impressione di toccarli. Grazie.

     
  • At 26 giugno 2008 11:27, Blogger lillo

    se non sbaglio a te piace culicchia, che ha dedicato un intero libro a torino... ricordo che a me lo prestò una ragazza francese che ne era rimasta particolarmente affascinata e doveva per forza farlo leggere a tutti... devo dire che io preferisco la tua torino alla sua... l'amore è lo stesso, e anche la simpatia, forse in te c'è più poesia... ma anche culicchia non era male... mi ricordo un paragrafo su di una frase scritta su un muro, qualcosa tipo: SE PORTATE I VOSTRI CANI A CAGARE SOTTO LE MIE FINESTRE IO VERRO' A CAGARE DAVANTI ALLE VOSTRE PORTE! (non era proprio così ma il senso è quello)... ciao!

     
  • At 26 giugno 2008 13:23, Blogger Simo

    In realtà, la Torino che conosco io non è quella di Culicchia (nato e vivente lì), nè quella di qualsiasi altro torinese. Io sono una sorta di turista che sente Torino come se fosse un po' sua, pur non abitandoci e non vivendola come si dovrebbe - nè vorrebbe.
    Mi mancano ancora cosi' tante cose da vedere, da respirare e da vivere, di Torino, che a volte mi sento iopportuna a scrivere di lei.
    Ma gli innamoramenti sono così: anche se non si conosce alla perfezione la persona di cui ci si innamora, la si ama comunque; irrazionalmente. E allo stesso modo si possono amare le città (LA città), io credo.

    Ho letto tutti i libri di Culicchia e "Torino è casa mia" (quello di cui parli tu, Lillo) è stato appunto il primo. Anche io, come la tua amica, ho dovuto diffonderlo il più possibile tra amici e conoscenti. ;)
    Ogni tanto vado a rileggerne qualche pezzo. Torino, alla lettera, non è casa mia, ma... chissà? Magari un giorno lo sarà!

     
  • At 26 giugno 2008 17:52, Blogger Dado

    Prima o poi la vedrò...devo vedere il resto del mondo ancora però Torino sicuramente sarà una tappa obbligata...

     
  • At 27 giugno 2008 00:06, Anonymous paolo

    "Preferisco far giocare i pensieri belli sopra le bolle di sapone". questa è magia simo, magia della fantasia.
    due baci... come due folletti che danzano su una bolla.

     
  • At 27 giugno 2008 01:23, Blogger Marco

    Capisco, perchè chi ci ha vissuto anche solo per qualche tempo, ne rimane irrimediabilmente invischiato...come ad una bella donna.
    Torino è anche mia e ripensarla a volte fa anche scendere qualche lacrima.
    Bona notte...

    Marco.
    http://urcamarco.blogspot.com/

     
  • At 27 giugno 2008 21:13, Blogger rootin

    Non posso fare a meno di portare Simo a conoscenza del fatto che la mia condizione è pressochè identica alla sua.Suppongo di abitare un pò più lontano(da qualche parte in lombardia-Italia).Ci ho lavorato per circa un anno a Torino e ora mi è dentro come mai nessuna altra cosa e altro luogo al mondo.Non voglio "rubarti" l'esclusività del tuo amore per Torino(mai!!) ma,così...mi è venuto decisamente naturale renderti consapevole che anche a qualche altra persona Torino fa stare bene al solo pensare che c'è.che esista.che è la città che vive, dentro.Ciao. PS un grazie a Fabrizio che mi fa vivere quel che da qui non potri vivere.

     
  • At 27 giugno 2008 21:40, Blogger Simo

    @marco: e come darti torto? le cose belle, spesso, commuovono.

    @rootin: nn rubi nulla, anzi, fa piacere sapere che è un amore condiviso, quello per Torino.
    (e il tuo blog nn si può vedere?! o nn riesco a vederlo io?)

    grazie per essere passati di qua.

     
  • At 27 giugno 2008 23:25, Blogger rootin

    sono entrato così,al volo,colpito dall'atmosfera delle tue parole non ho(ancora?)un vero blog.Ho sempre girovagato la rete abbastanza con distacco,curiosando più che interessandomi alle discussioni virtuali.Solo Torino mi avrebbe un giorno fatto varcare la soglia di una di queste discussioni e stasera è successo.Troppo calzanti molte delle tue parole,e così.....sono entrato "dentro Torino"! Ora esco,vado a vedere cosa c'è qua fuori invece,buona serata Simo.

    PS Anch'io la sento mia la città,l'unica città che sento mia.Questo è notevolmente immotivato,questa è una cosa che non so spiegare.