i miei pensieri, nell'etere
giovedì 6 marzo 2008
La soluzione
Il sole comincia a svegliarsi alle sei e mezzo del mattino. Esco allo scoperto prima io di lui, ma non è affatto male quando inizia a scaldare dal finestrino, un po' oscurato e non troppo pulito, del treno.
Arrivo a Pavia. Quello che vedo dalla stazione all'ospedale non mi permette di avanzare ampi giudizi, eppure trovo che sia una bella città; una città non troppo grande, che mette a propio agio, un po' come la mia. Ma più particolare della mia; sicuramente molto di più. E sono consapevole del fatto che esprimo questo pensiero per via di un'abitudine infelice che mi fa apprezzare tutto ciò che differisce da questo luogo.
Arrivo al policlinico, giungendo al padiglione della clinica allergologica dopo aver camminato in mezzo ad altri padiglioni. Mi piacciono gli ospedali che sono strutturati in questa maniera: non all'interno di un'unico triste palazzo, ma divisi per settori; mi ricorda un po' l'organizzazione di una caserma, ma anche una sorta di villaggio. L'impatto, nel complesso, è positivo ed è già qualcosa, per un ospedale. Almeno l'ambiente deve - dovrebbe - essere confortevole.
Faccio quello che devo fare e aspetto il tempo che devo aspettare. Poi finalmente ho l'esito.
Problema: una fastidiosissima dermatite che da tempo mi stava devastando le mani.
Soluzione (o, meglio, causa del problema da cui potrà arrivare la soluzione): allergia ai profumi.
La dottoressa che mi espone la diagnosi mi dice che devo cambiare cosmetici, detergenti igienici e detergenti per gli indumenti. Non sarà facile trovare prodotti che non contengano alcuna traccia di un qualche profumo, ma penso anche che non sarà nemmeno impossibile. E, soprattutto, nonostante un primo scoraggiamento, credo che poteva andarmi peggio (e lo dico compiendo allo stesso tempo un gesto scaramantico, che nella vita non si sa mai...). Dovrò pestare un po' di attenzione, portare sempre con me un sapone apposito per evitare quelli ultrachimici che si trovano nei bagni dei locali, del posto di lavoro, ecceteraeccetera.
Fuori dall'ospedale, ho ancora quasi due ore da far passare prima di riprendere il treno. Faccio un giro in centro e mi addentro in una farmacia per incominciare a rifare il mio beauty: compro quattrotrucchiquattro e spendo cinquantasette euro. Nella mia testa Sora Lella esclama un "Annamo bbène!!!". D'ora in poi la mi agiornata sarà un decrescendo di umore e un crescendo di sfiga: il treno che si guasta in un posto dimenticato da Dio e l'ora d'orologio che occorre attendere per l'arrivo del treno successivo; il conseguente ritardo al lavoro che mi costerà di rimanere in ufficio fino alle sette; un'altra tappa in farmacia per comprare shampi e saponi senza profumo che mi costeranno altri trenta euro...
Quando rimetto finalmente piede in casa, sono le otto di sera. Decido di evitare la razione quotidiana di studio, e questo peserà sui sensi di colpa, ma nemmeno poi tanto. La stanchezza accumulata non sarebbe produttiva; vorrà dire che mi impegnerò un po' di più nei giorni a venire (anche se a parole è tutto facile, nei fatti, poi, bisogna vederlo, questo impegno...).
Direi che ora sono pronta per andare a dormire. Anzi, tolgo il condizionale, mi butto sotto la doccia e saluto. Domani è fin troppo vicino.

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posted by buИCiA at 22:50 | Permalink |


16 Comments:


  • At 6 marzo 2008 23:11, Blogger Franz

    Anche il policlinico qui a Milano è strutturato così, quando vado a donare il sangue mi perdo tra i vari padiglioni...
    stamattina sono arrivato presto in uni, son rimasto per un pò seduto sulla panchina, intorno a me un sacco di gente, io che ascoltavo musica a tutto volume e mi gustavo il sole sorgere da dietro i palazzi...
    Mi dispiace per questaallergia. Anche il cantante del mio gruppo ne soffre e usa solo saponette strane.
    Non abbatterti, forza simo... ti abbraccio forte, fra.

     
  • At 7 marzo 2008 00:09, Blogger Ivan Fedorovic

    Eh eh... è bello rimandare lo studio per i noi stessi futuri....

     
  • At 7 marzo 2008 11:26, Blogger Fabrizio - ikol22

    E se ti avessero diagnosticato l'allergia all'aria di Torino o al pelo del cane? Ha ragione franz: forza simo !!!

     
  • At 7 marzo 2008 11:43, Blogger burro

    Benvenuta nel club delle allergie strane strane.. I membri di questo club sono sempre più numerosi e la qusi totalità non sa neanche di farne parte.. La cosa principale per gli aderenti è scacciare il più in fretta possibile ogni pensiero sconfortante nei confronti dell'allergia e magari se ci si riesce a farci ogni tanto un sorriso su.. Anche per me è stato un delirio all'inizio, ho dovuto comprare tutto quel che è termico, giaccone militare polacco (siberiano non ce l'avevano..) calze di lana, maglioni su maglioni, guantoni ultra mega resistenti a -50°..

    Oggi piove, spero in una schiarita domani, confermo ora e panchina. Bjs

     
  • At 7 marzo 2008 12:21, Blogger Gelato al limon

    io alle balle dei medici non ci credo.

     
  • At 7 marzo 2008 14:05, Blogger Simo

    @franz: le saponette nn sono poi tanto, strane, sono solo senza profumo!!
    ;)

    @ivan: pienamente d'accordo. a volte bisogna mettere da parte le responsabilità in cambio di sernità.

    @fabrizio: se mi fosse venuta l'allergia al pelo di cane e l'allergia all'aria di Torino, sarei stata allergica ai miei 2 amori!! E' vero, poteva andare peggio. Nella sfiga sono ancora stat fortunata.

    @burro: sto cercando di immaginarti tutto imbacuccato... :)
    Panchina e luogo ocnfermati, allora.
    Spero anch'io in una schiarita.

    @gelato: visto che hai chiuso l'accesso al tuo blog, nn è che puoi mandarmi un invito, così continuo a leggerti?!

     
  • At 7 marzo 2008 20:17, Blogger Ed Kemper

    Scrivi bene.
    Poi voglio sarere se la tua dermatite è risolta
    Ed

     
  • At 8 marzo 2008 10:42, Blogger Franz

    cm va la dermatite?
    Tanti auguri per la festa delle donna, festeggi styasera con amiche in qualche locale con uomini in perizoma leopardato?!
    Te lo auguro! Un bacino

     
  • At 8 marzo 2008 14:18, Blogger Bleek

    Quindi immagino tu sia anche allergica agli uomini con un filo di dopobarba...

    acc...

     
  • At 8 marzo 2008 17:10, Blogger Dado

    o mamma..dermatite..la mia condanna da quando sono in culla...creme idratanti, bagnoschiuma delicati ecc eccc...son peggio di una donna per quanto riguarda la pelle...in bocca al lupo

     
  • At 8 marzo 2008 21:10, Anonymous Anonimo

    ciauuuuuuuuuuuuuu
    ho trovato per caso il tuo bloog...
    veramente bello ...
    sono rimasta esterefatta della nostra somiglianza....
    è stato un piacere leggere i tuoi pensieri entrando nel tuo mondo...
    un bacio Eclisse

    Il mio contatto http://home.myspace.com/sleeprsist

     
  • At 8 marzo 2008 21:35, Blogger Simo

    @ed: grazie.
    La dermatite va meglio. Le mie mani sono tornate ad essere quasi normali.

    @franz: grazie per gli auguriiiii!! Ma niente perizoma leopardato, stasera. ;)
    Nn sono più solita festeggiare questa festa, ma accetto con molto piacere gli auguri. E le mimose. Che però nn ho ricevuto...

    @bleek: ai dopobarba credo di si. A gli uomini che lo portano... nn so. Sinceramente, spero di no. Certi dopobarba sono così buoni...

    @dado: sono contenta di ricevere tutta questa solidarietà dagli allergici come me!! Potremmo quasi fondare un club!

    @eclisse: ripassa di qui quando vuoi. Ho provato a visualizzare la tua pagina, ma nn sono riuscita. Nn so se è perchè c'è qualche errore nel link che mi hai lasciato, o se è colpa mia... Se ripassi di qua (più o meno per caso) rilasciamelo, ok? baci!

     
  • At 8 marzo 2008 23:51, Blogger Fabrizio - ikol22

    Sono ancora in tempo. Una mimosa ideale cercata in rete: qui

     
  • At 9 marzo 2008 02:19, Blogger Simo

    Grazie fabrizio!
    Così posso dire di averne ricevuta almeno una!

    ;)

     
  • At 9 marzo 2008 11:21, Blogger paolo

    La tua descrizione della passeggiata tra i padiglioni dell'ospedale mi ha fatto riaffiorare alla mente i ricordi della visita militare, quando mi aggiravo nei meandri della struttura ospedaliera militare di corso IV Novembre, poi adibita a punto di assistenza per gli atleti durante le Olimpiadi. Anche quell'ospedale, di impianto ottocentesco, era strutturato secondo i criteri che hai esposto, sotto forma di padiglioni con grandi vetrate, luce che inondava le sale portando un senso piacevole di ariosità e leggerezza, aree verdi e giardini tra un blocco e l'altro, lunghi corridoi un po' tetri e porticine scricchiolanti che davano accesso a stenze dall'uso misterioso.
    Oggi mi aspetta un giretto sulle colline del Monferrato, che amo moltissimo.
    Un saluto e buona domenica!

     
  • At 9 marzo 2008 16:44, Blogger Franz

    dove sei?