i miei pensieri, nell'etere
venerdì 29 febbraio 2008
Avrai me in bocca
La fissò per qualche istante, e poi si voltò verso sinistra, sorridendo e facendo cenno di no con la testa; era un cenno che rivolgeva a se stesso, un po' incredulo per quello che aveva fatto. Si era sentito un tredicenne, uno sciocco, si era vergognato di fare quella richiesta, ma subito se ne era fregato. Che importa se sembrerò uno stupido?, aveva pensato, e la reazione di lei non era sembrata nemmeno tanto stupìta. L'aveva accontentato senza battere ciglio, senza opporsi, aprendo subito la bocca e chinandosi su di lui.


La fissò ancora. E sorrise, ancora. Con un tocco di nostalgia. Non sapeva quando avrebbe potuto riavere Miss I addosso, ma il non sapere aumentava l'ardore che il desiderio di lei appiccava.
La fissò e la prese in mano. Ma avrebbe voluto che Miss I fosse stata ancora lì, a guardarlo negli occhi nel momento in cui Mr U le chiese ridendo - per cammuffare l'imbarazzo - se gli avrebbe ceduto la sua gomma da masticare. Sì, si era sentito proprio un tredicenne che non sa come fare per baciare la ragazza più carina della scuola, e s'inventa il gioco dello scambio di gomme per assaporare l'umido della sua bocca, come fanno i ragazzi; come fanno gli adulti. Si era sentito un tredicenne, mentre Miss I non lo aveva giudicato male nemmeno per un secondo. Aveva abbassato il capo verso quello di Mr U, che le si era coricato addosso, come i bimbi stanno in grembo alle loro madri. E aveva approfittato a sua volta di quella richiesta per sentire il caldo di Mr U; per sentire il caldo, insieme.


Mr U masticò la gomma ancora per un po'; mezz'ora, o forse più. Poi, giunta l'ora di cena, dovette levarsela dalla bocca, per dare spazio all'ingresso del cibo.
Non aveva avuto il coraggio di buttarla.
La fissò e la prese in mano, dopo cena. La fissò per qualche istante, e poi si voltò verso sinistra, sorridendo e facendo cenno di no con la testa; era un cenno che rivolgeva a se stesso, un po' incredulo per quello che aveva fatto...
Pensò anche di rimetterla in bocca, ma ne avrebbe rovinato il sapore, e l'odore. La tenne tra pollice e indice e la portò alle narici. Questa piccola pallina rotonda, questa piccola pallina che prima aveva la forma di un confetto, è stata dentro la sua bocca; è stata nella sua bocca, pensò. E' stata dentro la sua bocca proprio come la mia bocca è stata dentro la sua bocca, per un po'; pensò.
La tenne tra le dita e l'annusò. E sapeva di menta, di lei; sapeva soprattutto di lei.

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posted by buИCiA at 21:30 | Permalink |


6 Comments:


  • At 29 febbraio 2008 23:11, Blogger Gelato al limon

    ma a cosa pensavo io quando avevo tredici anni? Non mi avessero regalato tutti quei lego...

     
  • At 29 febbraio 2008 23:28, Blogger Simo

    :)

     
  • At 1 marzo 2008 12:37, Anonymous tendarossa

    Caspita, all'epoca io non masticavo gomme, ora capisco tante cose. Però bella la sensazione di sentire in bocca il sapore di un'altra... :)

     
  • At 1 marzo 2008 13:36, Blogger onigiri girl

    sulla mia smemo, al liceo, un anno c'è stata una pagina agghiacciante in cui avevo attaccato una gomma. masticata ovvio. da lui ovvio. l'avevo attaccata con la plastica adesiva. che schifo. ;)

     
  • At 1 marzo 2008 14:30, Blogger burro

    Wow.. Come gelato al limon c'è chi pre-coce e chi è post-coce, io appartengo a questa ultima categoria.. Sarà perchè in un ITIS di ragazze non ne circolano quasi, sarà perchè pensavo a costruire i modellini, cibarmi di X-files e vedevo cospirazioni ufologiche ognidove, ma la curiosità ormonale fatta di incontri ravvicinati del primo tipo fino a 16-17 anni non sapevo proprio cosa fosse..
    Sarà perchè in quarta superiore arrivavano con uno scambio una decina di studentesse inglesi e io e Teo, il mio best friend, eravamo nei sotterranei della nostra scuola davanti a queste bionde palliducce a leggere Notiziario UFO..
    La svegliata c'è stata sulla nave di ritorno dalla gita a Barcellona.. Lì si che avremmo buttato in mare le nostre riviste "cult" per scambiarci le gomme con le spagnole più spagnole che avessimo mai visto..

     
  • At 1 marzo 2008 19:12, Blogger senzanomealcuno

    Da venti minuti leggo i post del tuo blog, in qualche modo, tutti, almeno un pochino, mi hanno toccato, o ricordato di quello che sono e che ero. Ti linko.