i miei pensieri, nell'etere
sabato 27 settembre 2008
Zenone
Mi sono morsicata un'unghia nell'inconsapevole attesa di guardare il riflesso su di una vetrina spenta. E duole, ora.
Il silenzio crudele di parte dell'umana specie zoppica nella notte, e nonostante questo sa come riuscire a non farsi prendere. Un gioco perverso in cui Achille non potrà mai raggiungere la tartaruga.
La fame è immateriale. E l'unica bocca a nutrirsi sarà quella dello stomaco.
Il freddo non passa. Nemmeno se lo si prova a curare con una coperta e con una potente pastiglia antiinfluenzale. Ma a volte il gelo rimane l'unica soluzione per smaltire gli eccessi dei numeri in rubrica.
Il sonno cade piano e lento sul ticchettio dell'orologio. E il futuro, che paradossalmente aprirà gli occhi su un'unione, scinderà le parti chimicamente.
E qui mi fermo. Prima di mettermi a cancellare tutto.


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posted by buИCiA at 01:42 | Permalink |


4 Comments:


  • At 27 settembre 2008 03:16, Blogger Bleek

    E' bello.
    E non va interpretato, potrei dare più interpretazioni...e sbaglierei ogni volta.
    I paradossi, forse sono insiti nel destino, forse ce li creiamo da soli. Come me, una freccia in apparente movimento, ferma in realtà nell'istante, in quello precedente come in quello successivo...

     
  • At 27 settembre 2008 04:31, Blogger Fabrizio - ikol22

    E il silenzio, piano, copre tutto... - Stelletta gialla.

     
  • At 27 settembre 2008 16:25, Blogger guildeluec

    E per fortuna che tu non l'abbia fatto, che non abbia cancellato, intendo. le cose belle non vanno cancellate, se non altro per rispetto per sé e per il momento in cui sono nate.

    un bacio

     
  • At 27 settembre 2008 21:08, Blogger Sonic Young

    E' l'inverno delle nostre giornate a consegnarci quella letargica sensazione di freddo, che raschia e scava, sino a sfiorarci di solitudine.