i miei pensieri, nell'etere
mercoledì 15 ottobre 2008
L'avvertire ottobre
Torino, oggi.

Torino oggi è stato Torino dopo un po' di tempo. Torino oggi è stata la sveglia non sentita - o proprio non suonata - e la fretta nel prepararsi per paura di perdere il treno, come non capitava da un po'; come capitava spesso, tempo fa.
Verso Torino, oggi, è stato non aver portato un romanzo da leggere in viaggio per non fare troppo peso in borsa, e trovarsi poi a comprare un fumetto e un quotidiano per passare il tempo. Verso Torino, oggi, è stato leggere su La Stampa di Roberto Saviano: di quello che rischia; della vita che fa; della presunta segnalazione di un collaboratore di giustizia che afferma che entro dicembre è previsto il suo omicidio. Verso Torino, oggi, è stato rimanere incredula davanti un articolo del genere; è stato provare dispiacere per un ragazzo di appena 28 anni che rischia la vita; che non può vedere i suoi cari e la sua ragazza; che quello che rischia, lo rischia per aver scritto. Per aver scritto.
Torino, oggi, è stato un milione di negozi in cui sarei voluta entrare e comprare, ma in cui non sono entrata, perchè bisogna stare attenti alle spese. Torino, oggi, è stato il rivolgere un pensiero silenzioso e assolutamente segreto a quella città. Ma non posso dire qui di cosa si tratti. Perché è un segreto tutto nostro.
Torino, oggi, è stato il batticuore provato dentro la biblioteca e dentro le librerie. E non so perchè mi accada. So solo che le librerie e le biblioteche mi fanno questo effetto. Aumentano il ritmo cardiaco. Forse è per la frenesia. O forse è per l'invidia. Di tutti quei libri. Non so.
Torino, oggi, è stato l'ascoltare gli studenti parlare di esami, e il vedere una lezione svolgersi per strada, anzichè in aula (beata protesta universitaria!). Torino, oggi, è stato il sorridere nostalgicamente nel sentire e vedere queste cose; nel sentirle e nel vedere così lontane da quando le vivevo quotidianamente...
Torino, oggi, è stato rivedere delle amiche che non vedevo da un po', trascorrere una pausa pranzo assolutamente normale, ma così straordinaria per la leggerezza che portava con sè. E' stato stare all'interno di una casa che ha sempre un sapore così... familiare, quando sono al suo interno. E' stato il ricordare un po' di momenti. Quanti momenti.
Torino, oggi, è stato il sentirmi relativamente contenta e relativamente insoddisfatta per il lavoro accademico svolto fino qui e fino ad ora. E' stato capire che la meta non è ancora vicina - non come vorrei - e che richiede forza di volontà, dedizione e metodo. E' stato capire che mi devo adoperare per acquisire mezzi che non sempre mi appartengono.
Torino, oggi, è stato un succo di frutta da Baratti&Milano. E' stato una punta di non spiacevole disagio per un'eleganza che ho percepito come al di sopra di quella per cui mi riterrei degna. E' stato una vetrina grande e larga attraverso la quale ammirare. Torino, oggi, è stato lo scrutare attraverso. Il campo visivo concesso dalla vista umana non è mai abbastanza. Per osservare quello che vorrei quando sono dentro Torino.
Di ritorno da Torino, oggi, è stato l'addormentarsi sul treno. E poi lo svegliarsi di scatto. Per l'aria fresca proveniente dal finestrino. O in prossimità di una fermata, non ricordo. E' stato il dispiacere per tornare indietro, e il piacere per l'arrivo in uno spazio che, per quanto poco amato, è sempre il più conosciuto; talvolta il più atteso. E' stato una canzone per radio, che intonava "vivo un equilibrio instabile". E il capire che io, al contrario, vivo un'instabilità equilibrata. E forse non c'è poi così tanta differenza, no?
Di ritorno da Torino, oggi, è stato l'avvertire ottobre nell'aria, nonstante l'anomalo caldo diurno. E' stato il pensare che vorrei leggere il mondo. E scrivere l'universo. Ma che devo aspettare. E' stato il respirare un'atmosfera che inodore non è. Ma che non è nemmeno odore. Che sa di così buono, dentro le narici e dentro il cuore. Ed è stato l'abbassare le tapparelle sulla fine di questa giornata. Che finita del tutto ancora non è. Ma almeno su questa pagina finisce. Altrimenti divento troppo romanticonica, e comincio a scrivere in rima...

.. complice questa musica.

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posted by buИCiA at 20:56 | Permalink |


19 Comments:


  • At 15 ottobre 2008 23:39, Blogger burro

    Mi hai fatto tornare una profonda nostalgia.. Amare qualcosa che è lontano dai tuoi occhi e dalle tue mani.. Il paesaggio autunnale non fa che ampliare questa sensazione.

     
  • At 15 ottobre 2008 23:53, Blogger buncia

    lontano dagli occhi... non sempre è lontano dal cuore. dovrebbe essere anche lontano dalla mente, per essere tale.
    spiacente per averti fatto crescere questo senso di malinconia, ma rincuorata dal fatto che, oggi, non sono l'unica cui torna quella profondità.
    e in questo l'autunno non aiuta. è vero. non aiuta.

     
  • At 16 ottobre 2008 06:27, Blogger Bleek

    Non farti abbagliare da stucchi dorati e tendoni rossi, da scritte troppo piccole per poter essere lette senza occhiali.
    e sopratutto non pensare mai di non ritenerti degna per qualche cosa...

     
  • At 16 ottobre 2008 11:19, Blogger lillo

    è bello scrivere in rima...

    e poi tu SEI una romanticona (mica ti chiedevo di spasarmi se no...) ;-)

    bella la "tua" torino, già te l'ho detto...

    ma brutta storia quella di saviano! proprio brutta!

     
  • At 16 ottobre 2008 11:27, Blogger buncia

    ti correggo, lillo: romanticonica (romantica + malinconica).

    saviano, saviano. continuo ad avercelo in testa, in questi giorni. ma lo spazio riservato ai commenti è un po' troppo breve per avviare una discussione del genere...

    e, comunque, sì. è bello scrivere in rima.

     
  • At 16 ottobre 2008 11:32, Blogger lillo

    sorry, romanticonica...

    ma va bene uguale, mi piaci uguale, sai? ;-)

    tanto più che io vado per il "romantico e disperato"...

    manca solo "bello" e sarei perfetto... :-)

     
  • At 16 ottobre 2008 11:35, Blogger buncia

    condivido le ultime due frasi. :)

     
  • At 16 ottobre 2008 11:38, Blogger lillo

    dovrò proprio fare un lifting prima o poi :-)

     
  • At 16 ottobre 2008 11:39, Blogger buncia

    ma nn dicevo di teeeeee!
    era un "condivido il pensiero". sulla mia persona.
    nn crederai mica che sia così maleducata?!

     
  • At 16 ottobre 2008 11:45, Blogger lillo

    ma no, l'avevo capito...

    stavo solo facendo dell'autoironia!!

    simo, sono in tua completa adorazione, figurati se posso pensare che sei una maleducata!

    tranquilla :-)

     
  • At 16 ottobre 2008 17:07, Blogger onigiri girl

    torino l'ho sempre vista in settembre. ottobre mi manca...

     
  • At 16 ottobre 2008 18:30, Blogger Sonic Young

    La storia di Saviano, non fa altro che incrementare il mio già altissimo livello d'odio, livore e acredine, nei confronti di questo merda di paese bigotto e fariseo!

     
  • At 16 ottobre 2008 18:33, Blogger buncia

    onigiri, se ottobre ti manca, dovresti farci su un pensierino.

    sonic, hai ragione. posso dire che hai solo ragione.

     
  • At 16 ottobre 2008 19:55, Blogger rootin

    "La leggerezza senza rigore è frivolezza,la leggerezza con il rigore è incanto"


    Credo di amare Torino perchè è il rigore che mi arriva con leggerezza,e che m'incanta.giuro,m'incanta.


    La tua Torino credo abbia qualche lieve analogia.credo.

     
  • At 16 ottobre 2008 20:18, Blogger buncia

    rotin! quanto tempo!

    il rigore che arriva con leggerezza...
    non avevo mai pensato a torino così. ma credo che sia esattamente in questo modo.
    e incanta anche me. ah, se mi incanta!

     
  • At 16 ottobre 2008 21:18, Blogger rootin

    E' passato un pò di tempo,si.e in questi mesi sono successe un pò di cose,non ultima il cercare disperatamente di andare a vivere a Torino.
    Ahime,però per il momento non mi è possibile.e questo è male.molto male.
    non so se mai ci riuscirò a dire la verità e questo è acora peggio.
    Comunque un poco,leggerne così,,come ho letto varie volte nei tuoi scritti,me l'avvicina.e dico grazie.perchè solo chi la ama capiscequel che sto dicendo.e fanculo alla mia riservatezza,stasera è così che voglio esprimermi.

    thanks.

     
  • At 16 ottobre 2008 21:21, Blogger buncia

    anche io sono una persona riservata. ma il blog, e i blog, in generale, servono anche a... mandare la riservatezza a fanculo.
    per torino, anche io nutro, da ormai un po' di tempo, il desiderio di andarci a vivere. ma dall'altra parte penso anche che non c'è fretta. che la si può amare lo stesso e - chissà? - forse anche di più pur abitando in un altro luogo.

    thanks... to you.

     
  • At 17 ottobre 2008 00:06, Blogger Marco (Cannibal Kid)

    ciao!
    anchio ho scritto qualcosina su saviano nel mio ultimo post, perchè proprio non mi va giù il fatto che uno scriva un libro, e abbia successo, e ne facciano pure un film, e abbia ancora più successo e che cosa può farsene, goderselo, il successo? no che non può, e allora come lui stesso ogni tanto si chiede: "ne è valsa veramente la pena?"

    storie tristi da questa triste italia a parte, bel post complimenti :)

     
  • At 17 ottobre 2008 09:24, Blogger buncia

    ciao marco!
    ho letto il tuo post.
    trovo che, sì, sia parecchio triste. che si debba aver paura di aver scritto qualcosa. o di volerlo scrivere. e non è tanto per il godersi il successo, ma per l'ingiustizia di fondo. trovo triste che un ragazzo di 28 anni non abbia nemmeno la libertà di innamorarsi, come ha detto lui; che non possa averne nemmeno la semplice possibilità...

    tristezze italiane a parte, grazie. per i complimenti.
    :)