i miei pensieri, nell'etere
sabato 26 gennaio 2008
Se
Se avessi un negozio mio, vorrei che fosse colorato.

Vorrei che avesse le pareti color prugna, e un po' di giallo da qualche parte, per fare contrasto. Vorrei che fosse un negozio tipo quelli che ho visto la scorsa estate in Carnaby Street. Con le scale che conducono al piano superiore, scaffali e mobili pieni di libri e vecchi vinili; i termosifoni bassi e lunghi sotto una grande finestra che dà sulla strada, dove i passanti parlano tra loro distratti, con la bocca rivolta verso i propri accompagnatori e la vista appicicata contro le vetrine.

Non so di preciso cosa vorrei che venisse venduto al suo interno. Ma mi piacerebbe che le persone si fermasserò dentro per un po'. Mi piacerebbe che ordinassero un the caldo e si fermassero a berlo lì, sfogliando uno dei titoli che sbucano dagli scaffali alle pareti colorate.
Non mi piacciono i negozi troppo affollati. Questo non lo sarebbe.

Non so perchè mi è venuto in mente questo. E' che oggi ho in testa l'Inghilterra. Ci penso sempre un po', ogni volta che leggo un Dylan Dog o che bevo un the fatto con le bustine comprate - sempre la scorsa estate - da Harrods (e, non a caso, oggi ho fatto entrambe le cose). Oggi mi piacerebbe essere inglese.

E, a proposito... Sono stata in Inghilterra due volte e per nessuna delle due sono andata in Craven Road numero 7. La prossima volta che vado in Inghilterra lo voglio fare; giusto per curiosità, ma in Craven Road numero 7 dovrò proprio andarci. Per vedere chi ci abita. Così... per dare una sbirciatina al nome accanto alla porta.

Chissà? Magari c'è davvero un campanello che se lo suoni fa Aaaaaaaaaaargh!!!


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posted by buИCiA at 20:44 | Permalink |


10 Comments:


  • At 27 gennaio 2008 11:35, Blogger vinci

    Culturalmente gli inglesi da sempre, tranne forse un sei sette anni a cavallo fra gli anni 60 e 70, vivono al di sopra delle loro possibilità. Son stati salvati dai Beatles, intendo come fenomeno culturale, altrimenti stavano ancora rimpianggendo l'impero coloniale.
    Io dell'Inghilterra salvo tre o quattro cose:
    Le clarks
    Nick Drake
    Jonathan Coe
    Ken Loach (anche se è scozzese)

     
  • At 27 gennaio 2008 11:59, Blogger onigiri girl

    L'inghilterra è stata il simbolo della mia emancipazione adolescenziale. Capelli rosa, Doc Martens, musica e chilometri di pagine scritte. Un numero imprecisato di estati passate ad imparare l'inglese, o forse era solo una scusa per essere quello che sognavo essere. Non so. Per me l'inghilterra è stata questo. Oltre lo scenario meravglioso di centinaia di libri che riempiono la mia libreria e la mia cantina. Forse la fatica impioegata a ridare ai miei caelli un tono di colore decente mi fa preferire l'irlanda, anche se manca ancora la scozia all'appello prima di poter stilare una classifica definitiva. Ti terrò aggiornata ;)

     
  • At 27 gennaio 2008 12:00, Blogger onigiri girl

    perdona l'ortografia: al vizio discrivere in fretta si somma il vizio capitale di non rileggere mai.

     
  • At 27 gennaio 2008 12:37, Blogger Simo

    Dell'Inghilterra adoro gli enormi parchi verdi, quelle nuvole che sembrano appena spruzzate da un contenitore per panna spray, Marx&Spencer, le case a Notthing Hill, Peter Pan, un vecchio messaggio in cui mi si dice "Ti rendi conto che domani ci svegliamo a Londra?!", Help! I need somebody, Help!... e tanto altro ancora.
    Mi piacerebbe ritornarci e passare un po' di tempo lì; un'estate, magari. Mi piacerebbe vedere la Scozia, l'Irlanda e il Galles.
    Forse, un giorno...

    P.s.: le Clarks... Dylan Dog porta solo quelle.

     
  • At 27 gennaio 2008 12:49, Anonymous Anonimo

    sai che questa mattina mi sono svegliata con quest'idea... è un mio desiderio da sempre, avere un posto tutto mio, con tanti libri da condividere, oggetti da far guardare, be', anche da far acquistare. mi piacerebbe ospitare giovani artisti, scrittori nascosti da far conoscere, ma anche nomi conosciuti che possano raccontare la loro storia di persone comuni, con in più il coraggio di averci creduto. e poi mi piacerebbe vedere tanti bambini, incuriositi da copertine colorate, sentirli consigliarsi fra loro una lettura irrinunciabile. un angolo tutto per loro, con giochi, cartoni, grandi cuscini...si può fare molto di più, ma mi sembra un buon inizio! che ne pensi?

     
  • At 27 gennaio 2008 12:53, Blogger Simo

    Penso che è un'idea bellissima!

    Scrittori, artisti, musicisti... una bacheca dove esporre i propri scritti... e delle casse dove fare ascoltare la propria musica.

    E i bambini. POtrebbe essere un buon posto per introdurli alla musica e alla lettura.

    Sarebbe bello.

     
  • At 27 gennaio 2008 13:31, Anonymous Anonimo

    Grazie Simo! allora carta e penna, e idee idee idee!

     
  • At 27 gennaio 2008 21:24, Blogger vinci

    Un suggerimento per la lettura: tropico del cancro...se pairgi avesse lu mere sarebbe una piccola bere...perdonate la citazione autoreferenziale decisamente campanilistica

     
  • At 28 gennaio 2008 13:02, Blogger burro

    Bello il tuo negozio, mi piacciono i posti poco affollati, ci vorrebbe proprio una finestra da cui guardare l'umanità in transito, qualche cioccolatino sul tavolo e canzoni nell'aria che ti facciano sentire a casa, ovunque tu sia, magari una chitarra appoggiata al muro, chiunque puo prenderla e accarezzarne per un po' le corde.
    E non perderei tempo, finito il lavoro mi immergerei in quell'ambiente per qualche oretta per poi tornare nella tana tutto contento.. Sarei tuo cliente fisso! :-)

    Ps: per vinci, sono ASSOLUTAMENTE d'accordo con te, dalle clarks a Ken Loach (uno dei miei idoli), in più metterei i Pink Floyd..

     
  • At 15 marzo 2010 03:50, Anonymous Anonimo

    La ringrazio per Blog intiresny