i miei pensieri, nell'etere
sabato 19 gennaio 2008
Comment c'est
Mi capita di leggere che il racconto letterario espleta due funzioni fondamentali. Costruisce fantasticamente una realtà di riferimento, cioè un mondo possibile, che possiede caratteristiche in grado di rispondere alle esigenze del narratore. E mette in linguaggio questo mondo; lo traduce, cioè, in strutture semiotiche.
Mi capita di leggere dello stream of consciousness e di come questo modo di esposizione sia privo di punteggiatura e di riorganizzazione dei periodi.
E poi mi capita di collegare le due cose, e di pensare.

Che mi piace avere un mondo tutto mio, diverso da quello oggettivo presente fuori. Mi piace essere la narratrice di me stessa. E mi piace pensare che ognuno, alla fine, sia esattamente questo. Il narratore di se stesso. Che quello che io penso e costruisco risponda alle mie esigenze; solo alle mie. Si, mi piace proprio.

Che non so se voglio credere che il fluire dei miei pensieri non abbia nemmeno una virgola... Io dò molta imporanza alla punteggiatura, e anche quando penso lo faccio ponendo le virgole e i puntini di sospensione e quant'altro al posto giusto. Perchè mi piace dare un ritmo ai miei pensieri.
Ma in effetti c'è anche il pensiero che da una cosa passa ad un'altra e che sperimenta e se tipo mi metto a pensare che oggi c'è da fare la spesa e che bello che fuori c'è il sole e si può andare in giro senza doversi portare dietro il peso dell'ombrello anche se magari tira un po' di vento come al mare ma la brezza di mare crea una bella sensazione è da tanto che non vado al mare mi piacerebbe andare anche se è ancora inverno e ho pensato tutto questo a gran velocità senza fare quello che nelle righe precedenti ho affermato di fare allora sì direi che i pensieri non hanno limiti nemmeno quelli della punteggiatura.

Che mi piace camminare all'interno di questo "giardino". E che sono sola, a farlo, e posso andare nella direzione che voglio. Mi piace che ogni tanto ci siano gli occhi di qualche lettore casuale a tenermi compagnia.
E che quegli occhi non mi chiedano cosa o perchè. Sono occhi che capiscono.
Che il cosa e il perchè lo so solo io. Ed è inutile chiedere.



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posted by buИCiA at 13:38 | Permalink |


5 Comments:


  • At 19 gennaio 2008 17:15, Anonymous Anonimo

    FERMA E RIPOSA

     
  • At 19 gennaio 2008 21:01, OpenID bogianen

    Hai letto l'Ulisse di James Joyce? E' stato uno dei primi, se non il primo, a sperimentare la tecnica dello stream of consciousness in letteratura.

     
  • At 20 gennaio 2008 11:21, Blogger MaRcO

    come sono i libri di Culicchia?

     
  • At 20 gennaio 2008 13:27, Blogger Simo

    Non ho letto Joyce, ma sto preparando un esame di Teoria della narrazione, e si parla di quella tecnica.
    Mi piacerebbe leggere Ulisse, ma sapendo all'incirca com'è scritto e avendo visto il suo spessore... non ho ancora avuto il coraggio.
    ;-)


    Culicchia è il mio scrittore preferito.
    Se non l'hai mai letto, ti consiglio Torino è casa mia, Tutti egiù per terra e Il paese delle meraviglie.
    Poi ce ne sono tanti altri...

     
  • At 20 gennaio 2008 13:53, Blogger MaRcO

    Lo provo.
    ma studi Scidecom?