i miei pensieri, nell'etere
lunedì 18 maggio 2009
La [mia quarta] fiera
E io lo avevo detto, a Franci, che oggi sarebbe stato peggio. Che ieri sono tornata a casa in macchina, in compagnia, e non ho ho avuto il tempo e il modo di pensare, e non ho dovuto aspettare il treno, da sola, in stazione, mentre il cielo che diventava sempre più nuvoloso avrebbe fatto capire che, come ogni anno, anche per questo la Fiera del libro è giunta alla fine. Che, dopo le cose belle, la nostalgia se ne sta sempre lì, in agguato dietro qualche muro a prenderti e portarti via da tutto e da tutti, per un po'. Ti rapisce e ti mette in prigionia, senza pane nè acqua, solo con i pensieri e quelli che sono già diventati ricordi. E ti fa nutrire solo di loro, senza farti capire se la cosa ti faccia sentire meglio o peggio.
"Da come ne parli, pare quasi che ti brillino gli occhi", ha osservato qualcuno, dopo che gli avevo raccontato un po' di cose di queste due giornate trascorse con amici e amiche in mezzo agli stand, a cercare altri amici - perché i libri sono miei amici -, a seguire gli incontri degli scrittori, e non solo, a divertirsi, a ridere, a parlare, a sudare [temperatura altissima, dentro quei padiglioni].
Ci sono certe giornate, nell'anno, che sono migliori delle altre, o sono più particolari, e lasciano il segno dentro. E io non so come spiegarlo bene, e so che, forse, può risultare di non facile comprensione, ma è così; non so che altro dire, se non assicurando che è proprio così.
E' come l'estate. Come le vacanze. Come l'ultimo giorno di scuola, o come il primo. Sai che dovrai aspettare un anno prima di riavere quei momenti, anche se questo non toglie che potranno essercene di altri altrettanto e forse anche più belli. Ma non esattamente come quei momenti.
E sì che adesso passerà. Certo che passerà. Per il momento questa sensazione è ancora qua, ma passerà. La forza di gravità porta giù tutto. Porterà giù anche questa tristezza.



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posted by buИCiA at 18:18 | Permalink | 2 comments
lunedì 23 febbraio 2009
Yesterday Turin saved my Sunday
"Ma non vieni spesso a Torino".
"Prima ci venivo di più. Adesso, più o meno, una volta ogni due settimane.
"E allora perché fai tutte ste foto?!".



[Perché mi piace fare foto e adoro Torino.]

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posted by buИCiA at 09:38 | Permalink | 3 comments
domenica 27 luglio 2008
La "donna" della domenica
Tutte le domeniche dovrebbero essere così. Con un amico che non si limita a porgerti il suo fazzoletto in stoffa quando tu hai finito quelli in carta e il tuo naso ne ha bisogno, ma che te lo regala, proprio. Perché una qualche credenza popolare dice di non accettare che il proprio fazzoletto venga restituito (una volta lavato) dalla persona cui lo si era prestato. Forse perché porta male, non so. Fatto sta che tutte le domeniche dovrebbero essere così, con un amico cui non interessa di privarsi del proprio fazzoletto in stoffa, perché tu ne hai bisogno.
Tutte le domeniche dovrebbero giungere al tramonto trovando un amico che ti fa il favore di venirti a prendere in stazione e di portarti a casa, quando tu arrivi con il treno, ma sei sprovvisto del mezzo che ti permetterà di giungere fino allo zerbino del tuo domicilio. Tutte le domeniche sarebbero più piacevoli se quell'amico, oltre a farti il favore di portarti a casa in macchina, si facesse trovare anche sul binario, con in mano una bottiglietta d'acqua fresca perchè "ho pensato che potessi avere sete".
Tutte le domeniche dovrebbero avere Torino, ma non per limitarsi a fornirti uno sfondo gradevole, ma per farti compagnia in ogni momento della giornata, come se fosse una persona in carne ed ossa, come se fosse un'amica. O, meglio, come se fosse un'amante. Che sta lì, in silenzio, e fa parlare te, ma permette che tu la viva, che tu la respiri, che tu la tocchi, che tu goda delle sue forme.
Tutte le domeniche dovrebbero essere esattamente così.


Ed oggi Torino è stata sole. E' stata la gente nel centro e altrove. E' stata camminare. E' stata sudore. E' stata vedere la città dall'alto per la prima volta. E' stata il gioire come un bambino per questo. E' stata l'assenza della presenza umana delle partenze estive. E' stata l'atmosfera sublime del silenzio in Piazza Maria teresa. E' stata sentirsi dire: "Ormai tu appartieni a Torino". Davvero? Davvero appartengo a Torino come da lungo lei appartiene a me?! Sì, voglio credere di si.
Torino, oggi, è stata mia.

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posted by buИCiA at 23:45 | Permalink | 7 comments
domenica 9 marzo 2008
Baccagliau (a buon intenditor...)
Ho ancora una mezz'ora di tempo, su per giù, per scrivere qualcosa prima di uscire per cena. E lo faccio soprattutto per accontentare una certa amica che oggi mi ha già sollecitato due volte a scrivere sul blog. Ne ho bisogno, mi ha detto. E io l'accontento con immenso piacere, perchè sono contenta che lei mi legga, e perchè nn è scontato che le persone che ti stanno più accanto si interessino di quello che a te interessa. Ma qui aprirei una parentesi troppo vasta... quindi la chiudo immediatamente, dedicando questo piccolo post a lei, quella certa amica...
E' vero, non scrivevo da giovedì. Ma ho avuto un venerdì di dieci ore lavorative e un sabato passato a Torino, con successiva serata a stare quaranta minuti in macchina alla ricerca di un locale che poi non è stato assolutamente trovato. La ricerca è stata, però, motivo di un sacco di risate. E mentre la maggior parte delle donne sarà stata in giro con propri simili a festeggiare la di loro - di noi - festa, io sono uscita in compagnia con tre amici maschi; un po' perchè ieri eravamo in pochi intimi e un po' perchè mi oppongo alle tradizioni che a loro volta si impongono come obblighi. L'occasione per stare solo con le mie amiche, volendo, ce l'ho al di fuori di queste feste dedicate.
E l'ultima l'ho avuta proprio ieri pomeriggio. Lei è arrivata brancandomi con le braccia, mentre io ero ad aspettarla seduta su una panchina in Piazza Castello. Ho visto il suo braccio planarmi addosso e cingermi a sè, senza nemmeno avere il tempo di riconsocerla e di vederla in faccia. Ma chi altri avrebbe potuto abbracciarmi a quel modo e dirmi che le ero mancata tanto?
Abbiamo trascorso uno di quei pomeriggi in cui si sta a parlare di tutto: dei libri, degli scrittori che scrivono i libri, del lavoro, delle vacanze passate assieme e di quelle che si passeranno assieme. Abbiamo trascorso uno di quei pomeriggi in cui si sta a ridere di tutto (soprattutto di quando dimentichi qualcosa in un bar e ti tocca correre all'impazzata per tornare a recuperarlo prima che qualcuno te lo ciuli...).
Ora quella fatidica mezz'ora è passata, altre amiche mi hanno invitato a sbrigarmi per raggiungerle e mangiare insieme. Quindi io saluto, e vado.
Non prima di aver ringraziato chi mi ha fornito l'atteso dvd con il film di Santa Maradona, però. Prima di andare a dormire di sicuro ne guarderò qualche pezzo; era da troppo che mi mancava!

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posted by buИCiA at 19:32 | Permalink | 5 comments