i miei pensieri, nell'etere
venerdì 14 novembre 2008
Io lo definirei così
Dicesi amore platonico di quell'amore etereo, che non si consuma; che solo l'immaginazione sazia.
Dicesi di quell'amore impalpabile che proprio in quanto tale rimane la migliore definizione di amore: quello puro, quello che mai muore, perché mai ha avuto modo di iniziare.
Dicesi di quell'amore che durerà in eterno, perché la realtà delle cose non giungerà a modificarlo con la sua materia.
Dicesi amore platonico di quell'amore che non ha necessità di concretizzarsi, in quanto la sua realizzazione non si ha, e proprio per tale ragione si ha ovunque. Anche su questa pagina, per mezzo di questa matita. Anche sui muri della città e delle periferie; anche solo nella testa.
Dicesi amore platonico di quell'amore che, non trovando mai pace, arde e brucia, ora, come fosse la prima ora.
Dicesi di quell'amore che è fine a se stesso e che vive solo di questo. Come lo stomaco quando digerisce se stesso, poichè in esso non è entrato alcun cibo che possa essere disciolto.
Dicesi amore platonico. Non potendosi fare, si dice.


Etichette: ,

 
posted by buИCiA at 20:19 | Permalink |


5 Comments:


  • At 14 novembre 2008 alle ore 21:43, Blogger fRa_gAv

    Credo che l'amore platonico sia colorato dei colori del Valentino, il problema è che lo si guarda in bianco e nero, come se fosse una foto in bianco e nero.

     
  • At 15 novembre 2008 alle ore 00:14, Blogger Luca Bleek Sartirano

    Dicesi amore platonico quello che ti accompagna la notte, dicesi amore quello che ti illumina il giorno...

     
  • At 15 novembre 2008 alle ore 22:20, Blogger robbby

    hey, io non ti conosco ma sappi che mi hai fatto venire le lacrime agli occhi..hai colpito nel "mio" segno come neanche io sono mai riuscita a fare...grazie :)

     
  • At 15 novembre 2008 alle ore 22:52, Anonymous Anonimo

    E' l'essenza di

    "Fermati là
    Là dove sei
    Là dove sei stato altre volte
    Fermati
    Non muoverti
    Non andartene
    Noi che siamo amati
    Noi ti abbiamo dimenticato
    Tu non dimenticarci
    Non avevamo che te sulla terra
    Non lasciarci diventare gelidi
    Anche se molto lontano sempre
    E non importa dove
    Dacci un segno di vita
    Molto più tardi ai margini di un bosco
    Nella foresta della memoria
    Alzati subito
    Tendici la mano
    E salvaci".

     
  • At 16 novembre 2008 alle ore 19:28, Blogger IsaccoNucleare

    hai colto nel segno..........da brividi