i miei pensieri, nell'etere
giovedì 20 novembre 2008
Da qualche parte, in mezzo alla nebbia
Una giornata come le altre. Oggi sarà una giornata come le altre. Forse un po' più, o forse un po' meno; ma non si differenzierà di molto. Un po' meno attesa, un po' più rassegnazione... ma la differenza non sarà colossale.

Esci presto di casa per tornarci prima ancora che tu te ne possa accorgere. Fuori ti ritrovi nel mezzo di una nebbia densa e torbida. Sembra un'ambientazione dylandoghiana, e invece è solo questa città. E' solo lei. Le chiedi scusa, per non rispettarla più come una volta, ma non ci puoi far nulla se la rassicurazione che offre è amabile e detestabile allo stesso tempo.
Ti procuri una brioches e fai ritorno con l'intenzione di accompagnarla ad una di quelle bustine di tisane che qualche giorno fa hai rubato all'interno di un bar. Due euro per dell'acqua calda ti erano sembrati davvero esagertati; al supermercato con due euro ti compri una confezione intera, di quelle bustine. Il senso di colpa non si è fatto nemmeno vedere, quindi, quando ne hai prese un paio e le hai infilate in borsa.
Metti a bollire l'acqua e annusi l'intruglio di erbe e the verde. Sai già che non ti piacerà come il tuo English Breakfast Tea, ma il furto vale almeno l'assaggio. Poco dopo dai credito a quella che fino a quel momento era solo una teoria. Qualche sorso di quella che sarebbe stata una cosa da bere prima di andare a dormire, anziché dopo un'ora che si è in piedi, e l'abbandoni. La tieni tra le mani, un po', sperando che, se non scalda dentro, almeno scalderà un po' di fuori.
La nebbia è rimasta all'esterno, eppure com'è che sembra essere presente anche qui? Forse è il freddo. Forse è colpa del freddo. Quel post shower chill che è rimasto, dopo che hai infilato l'accappatoio, tirandoti fuori dalla vasca.
Pensi che sia un peccato non poter fare a meno di pensare, perché sospenderesti volentieri qualche interrogativo e qualche supposizione. Ed ora, in questa giornata non molto differente dalle altre, non farai granché. Se non, appunto, pensare. E non sai se vorresti che fosse proprio fisicamente. O geograficamente. Ma di sicuro hai la certezza. Che, almeno mentalmente, vorresti esserlo. Solo. Un po' più. Distante.




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posted by buИCiA at 09:44 | Permalink |


13 Comments:


  • At 20 novembre 2008 10:54, Blogger Fabrizio - ikol22

    Un giorno come un altro, un giorno qualunque... A me invece suggerisce questo video.

     
  • At 20 novembre 2008 11:01, Blogger buncia

    fra un mese, fra un anno
    scordate le avrai

    già...

     
  • At 20 novembre 2008 11:19, Blogger lillo

    dylandoghiano?

    ma l'hai creata tu questa parola o si usa già fra i più giovani?

    t'immagini fra qualche anno ritrovarlo sullo zingarelli o il devoto-oli?

    poi dicono che la nostra lingua sta morendo...

     
  • At 20 novembre 2008 11:25, Blogger buncia

    non so, lillo, non credo di averla coniata personalmente. cioè, mi è venuto naturale declinare il temine "dylan dog" in funzione del concetto che volevo esprimere...
    è come se il cielo che vedessi fuori ti sembrasse quello pitturato dai pennelli di van gogh; sarebbe, dunque, un cielo "vangoghiano", no?

    ;)

     
  • At 20 novembre 2008 11:51, Blogger lillo

    evidentemente dylan dog è così penetrato come personaggio nel nostro costume da ispirare già di queste declinazioni...

    ma è sempre una cosa affascinante, no? ,-)

     
  • At 20 novembre 2008 12:17, Blogger Marco (Cannibal Kid)

    vabbè ma se rubi almeno non confessarlo nel blog che la polizia vigila sempre, anche su internet..

     
  • At 20 novembre 2008 12:30, Blogger buncia

    marco, preciso che il post è scritto in seconda persona, e in quanto tale non è detto che si riferisca per forza a me. come non è detto che quello che viene scritto sul blog sia reale. potrebbe anche essere una storia, un racconto, un'idea... no?

     
  • At 20 novembre 2008 12:37, Blogger buncia

    ... e poi non ho mica dichiarato, che so, di usare i soldi dei contribuenti per fini personali...
    ;)

     
  • At 20 novembre 2008 14:27, Anonymous Wildrunner

    ...e questa sera potrai allora dire "un altro giorno è andato la sua musica ha finito, quanto tempo è ormai passato e passerà, le orchestre di motori ne accompagnano i sospiri l' oggi dov'è andato l' ieri se ne andrà...(F.Guccini "un altro giorno è andato")"
    Comunque io personalmente amo a volte quel senso di blues che le pigre e fredde giornate di inverno ci lasciano addosso, sono la culla dei pensieri migliori, quelli poi capaci di fiorire al sole della primavera...
    Ps. qui nella Foresta Nera aspettiamo la neve stanotte...aspetto il bianco mantello, aspetto con ansia di risentire il rumore dei miei passi sui fiocchi croccanti...

     
  • At 20 novembre 2008 15:03, Blogger Fra

    Ottimo, Simo :)

     
  • At 20 novembre 2008 16:36, Blogger Bleek

    Allora è proprio un'abitudine quella di far sparire le bustine delle tisane dai locali... ;)

     
  • At 20 novembre 2008 17:03, Blogger buncia

    @wildrunner: l'inverno, come ogni altra stagione, ha i suoi pro e i suoi contro. a volte prevalgono gli uni, a volte gli altri.
    ti auguro una buona passeggiata sui fiocchi croccanti...

    @fra: :)

    @bleek: abitudine? chi? io?! naaaah!
    ;)

     
  • At 20 novembre 2008 19:00, Blogger Bleek

    naaaaaaa!!!