i miei pensieri, nell'etere
domenica 15 febbraio 2009
Dentro i miei vuoti
Mi è capitato di puntare lo sguardo dritto su un ricordo, poco fa. E mi è venuta un'immensa nostalgia.

[Che tu lo voglia o no, il tempo passa. I n e s o r a b i l m e n t e.]

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domenica 24 febbraio 2008
Coda alta e niente trucco

(...)

Perchè mi ricorda di quand'ero tredicenne. E della passione che ho avuto per la sua musica. Perchè mi ricorda delle mie inizzializzazioni ai concerti. Mi ricorda la terza media. Mi ricorda il ragazzo che avevo all'epoca, che arrivò in bici sotto casa mia, la sera prima di uno di quei primi concerti, per salutarmi; dato che il giorno dopo non ci saremmo visti. Mi ricorda anche l'estate. Mi ricorda un'amica che ho perso (che ha voluto perdermi, e che non ha fatto abbastanza per ritrovarmi*). Mi ricorda che si poteva essere ingenui e felici per poco. Mi ricorda le musicassette. E i pomeriggi al sole, su una panchina. Mi ricorda il coprifuoco alle 19, 30 prima di cena; e alle 23, 30 dopo cena. Mi ricorda i tornei di calcetto. I volti all'insù per guardare le stelle del cielo di Acceglio. L'ultima sera intorno al falò. Le lacrime per aver conosciuto qualcuno che mi aveva fatto stare bene. Il sole in mezzo alla primavera e l'estate. Il primo viaggio in treno da sola. I sorrisi. Mi ricorda che si cambia. POi si cambia. E si può solo ricordare come si era.


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martedì 22 gennaio 2008
Nuoce gravemente alla salute
Oggi dormo un po'.

Mi addormento quasi senza accorgermene. Mi addormento pesante, e respingo il telefono ogni volta che suona per una telefonata; ogni volta che salta per un messaggio, lo apro e leggo. Ma poi dimentico. Rileggerò quando il cervello avrà ripreso le sue normali funzioni.

Vorrei svegliarmi. Vorrei aprire gli occhi prima, ma la gravità porta giù le mie palpebre.

Quando le riapro, la sensazione che provo è di ansia. Non so perchè, ma a volte è difficile svegliarsi da soli. Una presenza umana rassicurerebbe. Sono rare le volte in cui basto a me stessa.

Al risveglio passo un po' di tempo al telefono. Tre voci amiche tengono compagnia al mio udito; faccio qualche risata e sento nostalgia delle persone lontane. Ma è una nostalgia piacevole. Mi scuote dalle coperte rannicchiate sul divano.

Prima di uscire leggo un po'.
Leggo "E' già amicizia e mi mancheresti, mi manchi e penso a te molto spesso".

E' già amicizia.

E mi mancheresti.

Mi manchi.

E penso a te molto spesso.

Fuori il cielo è nitido; buio, ma nitido. Si vede bene la luna. E mi piace.
E' solo martedì, eppure mi sembra che ci sia quel clima da fine settimana... da giovedì: quando sai che domani ci sarà venerdì e dopo tutto si potrà fare con più calma. Sarà l'effetto dello stare dalla parte del passeggero. Mentre la strada scorre via. E la mia mente con lei.

Sono a casa dopo un Martini bianco.
La mia scrivania. I miei tasti. La mia vecchia agendina. Mi viene voglia di sfogliarla.
Trovo alcune date memorabili, l'inchiostro di frasi celebri... biglietti di fiere, di spettacoli, di cose che son state gradevoli. Un pacchetto di Lucky Strike fumate da qualcuno che forse sapevo già di dover solo ricordare.

Questo pensiero rimane un po' così, sospeso a metà... non so bene come concluderlo.
Quindi lo chiudo nella maniera più classica.
Con un punto.

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