i miei pensieri, nell'etere
domenica 31 agosto 2008
L'ultima domenica di agosto
E' anche l'ultimo giorno di agosto.
E alle 10,30 di questa mattina Torino mi ha accolto con un sole che ha tardato a farsi vedere in pubblico e un'aria fresca che forse voleva preannunciare quello che sarà il volgere della stagione. Poi il sole è arrivato. Anche se non troppo. E un po' di caldo ha fatto sì che io pensassi che, no, l'estate non è ancora del tutto finita.
Oggi la mia Moleskine vanta dell'aggiunta di biglietti per tre musei diversi. L'egizio (era dalla terza elementare che non entravo lì. Chissà se le mummie che ho visto oggi sono le stesse che ho visto quella volta, da bambina?). Il museo sabaudo (i cui quadri sono esposti nello stesso palazzo dell'egizio, ma il biglietto da fare per vederli è un altro). E il museo di scienze naturali (dove mi sono fatta affascinare da tutti quegli animali imbalsamati. E mi spiace che qualcuno li abbia ammazzati e poi impagliati lì, così. Ma vederli in quelle stanze, col silenzio e con tutta la loro possenza... Avrei voluto rimanere lì ancora, ad osservarli, e ad ascoltare quel silenzio che terrà loro compagnia per l'eternità).
Dovrei andare a visitare i musei torinesi più spesso. Un'altra domenica, magari.
E poi ci sono gli odori. E i rumori silenti che si nascondono dietro le persiane socchiuse delle vie del centro. Che in altri giorni sarebbero più trafficate dagli uomini e dalle macchine e da tanto altro. Oggi invece sono state trafficate solo da pochi passi e da un'infinità di pensieri. Che saranno rimasti lì da qualche parte, a sedersi su di una panchina ai giardini di Piazza Cavour, o a fissare esterefatti la semplicità delle saracinesche tirate giù in Via Mazzini. Mentre chi ha dato loro origine è dovuta allontanarsi da quei luoghi, per ritrovarli poi la prossima volta. Ma diversi. Nulla rimane mai uguale a se stesso troppo a lungo.
Quello che rimane, però, è la consapevolezza che alla fine non ci vuole poi molto. Per trascorrere serenamente l'ultima domenica d'agosto.

Etichette: , , ,

 
posted by buИCiA at 19:14 | Permalink | 6 comments
venerdì 22 agosto 2008
Pensieri un po' a caso, ma solo apparentemente
Tra una sedicina di pagine circa avrò finito di leggere Di noi tre. E lo dico apposta prima di finirlo, perchè una volta finito le mie impressioni saranno di nostalgia, e di non voglia di inziare a leggere un altro libro, ma anche sì, e proverò un po' di tristezza a pensare che quei personaggi, che ho tanto amato, in realtà non esistono, ma esistono se sono nella mente di chi li ha ideati e di chi li legge e di chi continua a leggerli. E soprattutto se sono nella mia mente.
Prossimo libro che prevedo di leggere: To the lighthouse, di Emily Dickinson*. Che mi ha regalato Franci per il mio compleanno, dopo averlo tanto cercato la scorsa estate in Inghilterra e mai trovato, dato che continuavo a chiedere dei romanzi di Dickens, anzichè di quelli di Dickinson... E l'ho bramato tanto ma ho aspettato a leggerlo, forse perchè leggere qualcosa in inglese per diletto e non per studio mi spaventava un po'... ma ora credo che sia giunto il momento adatto, dato che accanto alla mia solita torinesite ultimamente mi coglie anche un po' di londonite e non so che darei per poter passare un po' di tempo in UK. A studiare, a parlare, a lavorare, a fotografare, a.
Ma poi penso anche che mi mancherebbe casa mia. E Torino, che è un po' come una seconda casa. E mia mamma, e Gilda, e mia sorella, e mia nonna, e questa stessa città - la mia, non Torino - che odio e amo forse allo stesso modo. Mi mancherebbe anche vedere quello che vedo quando mi affaccio dalla mia finestra. Dalle varie finestre di casa mia. E mi mancherebbe il coprifornelli in cucina, che mia mamma lascia sempre alzato, anche se non ci sono pentole o padelle o altro sui fornelli che costisuiscano una buona ragione per lasciarlo effettivamente sù.
E oggi parlo pochissimo e penso tanto. Spiacente di ammorbare chi passa da queste parti con frasi che potrebbero sembrare a random, ma che nella mia testa hanno un senso specifico. E, oltre all'atmosfera d'agosto, forse questa volta è anche colpa della sera che comincia ad arrivare presto e delle tapparelle che si devono tirare giù prima. E' colpa delle ferie che stanno per finire. Ed è colpa dell'estate, che non lo dice, ma silenziosamente se ne sta andando via. E' colpa delle mie riflessioni quando mi trovo da sola di fronte ai banconi del supermercato. E quando mi trovo da sola in generale.
Ed ora comincia ad essere tardi per rimanere ancora qui. Quindi saluto e dico sorry se non sempre quello che scrivo è chiaro agli occhi di coloro che leggono (ma assicuro che, almeno, è chiaro agli occhi miei).



[*E, fosse stato per me, avrei continuato a non trovarlo, dato che non mi entra proprio in testa che questo libro è di Virginia Woolf...]

Etichette: , , , ,

 
posted by buИCiA at 21:44 | Permalink | 3 comments