Mi succede di frequente di ignorare la sveglia del pomeriggio, e quella di oggi è stata ignorata così tanto che nemmeno mi ricordo di averla staccata; nemmeno mi ricordo di averla sentita suonare. Mi addormento verso le quattro di un pomeriggio che avrebbe dovuto essere - studiosamente parlando - produttivo. Mi sveglio che sono le cinque e tre quarti con la sensazione di aver perso ore preziose nel limbo di un ozio privo, tra le altre cose, di sogni.
Mi siedo davanti al computer, annoiata, ma trovo il modo di sentirmi utile quando Gilda si solleva reggendosi sulle zampine posteriori e, cominciando ad attirare la mia attenzione grattandomi un braccio con quelle anteriori, mi fa capire che ha bisogno di me; o, almeno, delle mie coccole. La tiro su e la faccio adagiare sulle mie cosce; posa il capo nell'interno del gomito e si lascia andare a sporadici addormentamenti, in cui cede alla forza di gravità e poi si desta, a causa della posizione, poco consona ad un pisolino, in cui è. Potrebbe andare a dormire sul divano, per terra o nella sua cuccia, e invece vuole stare qui, tra le mie braccia. Questo mi fa onore. E mi fa anche sorridere, quando avverto i piccoli sobbalzi che fa, per via di un improvviso singhiozzo. Mi scordo sempre che anche ai cani può venire!
La lascio sonnecchiare su di me ancora un po' e poi la porto fuori. Lettore mp3 alla mano (anzi, all'orecchio); tempo fa non uscivo mai senza ed era una semitragedia quando lo scordavo a casa. Mi sono abituata a lasciarlo sulla scrivania di camera mia da quando ho l'occasione di usare di più la macchina (e lì accendo la radio), mentre fino a qualche mese fa vivevo dentro ai mezzi pubblici, e non sempre risulta facile occupare l'attesa del bus e il tragitto seguente solo con i pensieri. i pensieri viaggiano meglio, se scorrono al suono di una musica.
Così, un passo dopo l'altro, ascolto Simone White domandarsi how many moons are reflected in the lake, lascio urlare i Linea 77, cerco di resistere dal dondolare sui Pixies, e dal cantare insieme agli Afterhours. Oggi è una di quelle mie giornate non proprio allegre, e allora apro una parentesi simpatica con Cochi e Renato (perchè sì, la vita l'è bela, l'è bela, basta avere l'umbrela, l'umbrela, che ripara la testa...).
Mi riavvio verso casa, e mi chiudo il mondo alle spalle. Ora siamo io, Gilda e i Verdena. Chissà come farà, a loro, a venire dolce anche senza miele...?

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