Mi siedo sul divano e accendo la tv. Non un programma decente. Mai che ci sia un buon film da guardare. L'ultima volta che ho visto un buon film la domenica pomeriggio è stato almeno due anni fa. Il marito della parrucchiera. Di una poesia unica.
Spengo la tv e vado un po' fuori, sul balcone. C'è il sole, anche se è pallido e nascosto dalle nuvole. La piazzetta dietro casa mia è deserta, ma sento delle voci di ragazzini in lontananza. Li invidio. Forse perchè sono fuori e io no. O forse solo perchè, dai modi in cui sento cadere le loro voci, mi sembra stiano giocando. E questo mi fa pensare che sicuramente sono più spensierati di me.
Gilda viene a respirare un po' d'aria fresca insieme a me. Penso che le farebbe piacere uscire, visto che il tempo non è poi così tanto male. Probabilmente mi svagherei anche io, ma questo pomeriggio sono troppo malinconica, e di uscire non se ne parla. Scusa, piccina mia.
Mi viene in mente che stasera arriva Vale dalla Sicilia, e questo mi rende contenta. Mi piace quando siamo io, lei e Chiara. Mi ricorda quand'eravamo più piccole... Era bello essere più piccole, insieme.
Mi viene in mente Fra e mi viene in mente che adesso vorrei essere con lei, a Torino, a prendere un caffè, magari al Caffè Elena, e parlare di tutto, e poi ridere, e andare a passeggiare lungo i murazzi. Si, lungo i murazzi, che di giorno c'è poca gente che cammina in riva al Po, e c'è un'atmosfera particolare. Mi viene in mente che non vado a Torino da un mese, e comincia a mancarmi. Mi viene in mente che lì starei bene, adesso.
Rientro in casa e mando un messaggio a Fra per dirle queste cose. Mi risponde con un ti voglio veramente bene che mi tira un po' su di morale. Decido che è ora di mettersi sui libri, che oggi ho studiato un terzo di quello che avrei voluto studiare e che la mattina dell'esame mi farò prendere dall'ansia, pensando dovevostudiaredovevostudiare. Mi metto una coperta addosso, fa freddo, ed apro il libro. Leggo distrattamente; ma almeno avrò la coscienza a posto. Ieri notte, però, ho dormito veramente poco, e leggere, immersa nel silenzio e nella solitudine di casa mia, mi fa venire sonno. Mi corico e decido che mi lascerò addormentare, almeno per un po'. Qualcuno direbbe che dormo quando non ce n'è bisogno...
Mi sveglio che sono le 19. Ho dormito un'ora. Riprendo a studiare, con non meno disattenzione di prima, ma almeno non sono più stanca.
Mi chiedo come mai mi prende spesso questa cosa, questa malinconia... Il pensare a volte mi distrugge. Basta vedere il sole dietro alle nuvole... e la testa mi si riempie di mille cose.
Mi chiedo come mai abbia questo carattere...
Sturm und drang. Probabilmente è colpa dello sturm und drang.

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