Andare a Milano non mi fa lo stesso effetto che andare a Torino.
Quando arrivo a Torino, che sia in treno o in macchina, è come arrivare a casa (e forse, da qualche parte, l'ho anche già scritto). Milano, invece, non la conosco, non è casa. Milano è grande. Mi dà l'impressione di essere immensa. Che poi anche Torino è una città grande, ma Milano suscita in me delle sensazioni diverse.
Forse sarà per il fatto che ieri sera l'auto su cui viaggiavo ha dovuto battere strade e ancora strade in tangenziale, e altrove, prima di giungere alla meta. E sarà per il fatto che le strade erano così larghe, così ampie. Con quei grossi cartelloni pubblicitari ai lati, così alti, che io mi sono sentita piccola piccola. E poi l'auto è passata a fianco dello stadio San Siro (che sarebbe più corretto chiamare stadio Meazza), e lì mi sono sentita ancora più piccola. Pur essendo stata al suo interno già tre volte, quello stadio ha il potere di farmi sentire così minuscola, in confronto al sua gigantezza...
E tutto questo mi ha affascinato. Non so bene il motivo per cui l'ha fatto, ma mi ha affascinato. E ho pensato che andare a Milano per fare shopping e limitarsi a fare su e giù per Corso Como non fa accorgere della grandezza delle cose. E non lo fa nemmeno girare sotterraneamente in metropolitana. Non ci si accorge di quante cose, palazzi, e kilometri di strade siano riusciti a costruire gli uomini. Dove finisce Milano? Finisce? Perchè a me è sembrata essere una città immensa. Con il complice buio della notte che l'aiutava a nascondere i suoi confini.
Si. Milano è proprio grande.
(Ma Torino mi piace di più*).

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