Mi piace ridere. E mi piacciono le persone che mi fanno ridere.
Mi piace ridere per le cose più semplici. Ma se attacco a ridere di gusto è la fine. Sono capace di andare avanti per non so quanto tempo.
E il fatto è che non rido solo per le cose che mi vengono dette qui ed ora. Rido anche per quelle che, se ci ripenso, mi fanno di nuovo ridere, anche se in realtà mi avevano fatto ridere già ieri, o ieri l'altro, o sei mesi fa!
(Ho mica ripetuto troppe volte la parola ridere?!).
I miei amici lo sanno. Le mie amiche lo sanno di più. La mia collega ha già imparato a saperlo (siamo colleghe da ottobre). A volte siamo nel silenzio dell'ufficio, solo il ticchettio dei tasti e il clickclick del mouse che accompagnano le nostre azioni mentali... e io attacco a ridere. Lei se ne accorge quando vede la mia mano che si alza a coprire il volto - gli occhi... Non so, ma io rido così, a volte devo coprire la faccia, per ridere. "Ecco. Adesso comincia!" è l'esclamazione che sento uscire, nella maggior parte di questi casi, dalla sua bocca. E questo mi fa ancora più ridere!
Poi ci sono quelle persone che fanno o dicono cose senza avere l'intento di essere o sembrare simpatiche, e che però, alla fine, risultano proprio essere tali. Sono le persone che mi piacciono di più. Sono le persone che mi fanno stare bene.
E che io ringrazio (a loro insaputa). Perchè lasciano aperte delle parentesi di allegria che difficilmente riusciranno a chiudersi.
Tant'è. Son qua che rido ancora adesso!

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